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di notte

E le settimane scorrono, i giorni pure. L'inverno, la primavera, di nuovo l'estate. Gli anni, quelli migliori. Migliori di quali poi. Non scrivo perché devo evitare di rendermi conto dell'ovvio. Il tempo scorre, molto va avanti, e un bel pezzo torna indietro. Uno, due tre passi in avanti e sempre almeno un paio indietro. Manca uno scatto, che prima o poi - anche se tardivo - in qualche modo si dovrà fare. E' troppo stupido pensare ancora che "è un momento", che "le cose miglioreranno", che "vediamo questo mese come va e poi vediamo". Già, poi vediamo. Vedere che? Professionalità svilita, pigrizia controproducente, l'adagio inerte del metodo "sticazzi", l'entusiasmo che scema (per dirla con un eufemismo).


Riusciremo a vedere la luce se prima non attiviamo l'interruttore? Sperare ancora in un raggio di sole naturale è così irresistibilmente ingenuo?

Pubblicato il 4/4/2011 alle 23.58 nella rubrica Diario.

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