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E tanti auguri a tutti

Quando fai gli auguri di Buon Anno a uno dei capi e ti si risponde che il 2009 sarà anche peggio del 2008, non c'è molto spazio per l'ottimismo. Tutte le volte in cui guardavi al posto di lavoro allontanarsi sempre di più e ti facevi forza, dicendo a te stessa di tenere duro, sembrano improvvisamente essere state mucchi di speranze che ora giacciono accartocciate in un angolo e sono pronte al macero.
Eppure l'anno era cominciato nel migliore dei modi, lavorando. Arrivando tardi il cenone del 31 perché ero in redazione, alzandomi presto il primo perchè ero di turno. Con una Roma gelida, tanta solitudine nel cuore, ma un sorriso stampato in faccia. E tanta voglia di fare regali, di viaggiare, perché c'era lo stipendio certo a fine mese. E l'anno è proseguito anche meglio, con la primavera che ha portato anche l'amore e una solidità e completezza affettiva prima sconosciute.
Niente tintarella d'estate perché il lavoro ha chiamato ancora una volta. Mai stata così contenta, dedita allo shopping e al risparmio insieme. Poi settembre, il mese del mio compleanno e un mese che ha portato un regalo immenso. Dopo la bellissima parentesi irlandese, per una serie di fortuite e fortunate coincidenze vengo spedita in "missione" a Capo Nord, passando per Venezia, Monaco, Berlino, Copenaghen, Stoccolma, Helsinki, Luosto, Oulu... e per alberghi a cinque stelle che quello di Pretty Woman gli faceva un baffo. Al rientro nemmeno il tempo di raccontare il viaggio e di nuovo, felicemente, inchiodata alla scrivania. Poi l'azienda si è ricordata che poteva sfruttare l'elemento crisi, riorganizzazione e consolidamento anche per tagliare i giovani contratti. Non mi lascia certo a bocca asciutta, ma mi fa passare la voglia di fare progetti.
E così mi ritrovo a passare dieci giorni a casa tra le mie montagne, il mio fidanzato sta venendo da me per passare il Capodanno con la mia famiglia e cucino per tutti mentre invio gli articoli da qui. I collaboratori esterni possono essere everywhere, anche nowhere all'occorenza, purché siano, ma non troppo in ogni caso.
Ho tanti motivi per essere felice e per sorridere. Ma l'aver corso, studiato, bruciato tappe... mi chiedo a che cosa sia servito. Il mio momento potrebbe non arrivare mai e la consapevolezza brucia.

Cominciando il 2009 con questi pensieri in testa, forse non potrà che andare meglio. Sarà un anno di cambiamenti, a partire dal tetto sopra la testa fino a chissà cos'altro. Del resto quest'anno nemmeno pensavo che sarei andata al Polo Nord, e di andarci di mio pedale in Bmw.

Vi voglio bene, un caldo abbraccio a tutti quelli che si chiedono che fine abbia fatto e passano di qua :)

Pubblicato il 30/12/2008 alle 13.49 nella rubrica Qualcosa di personale.

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