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E così, forse, torneremo ad essere due estranei che per un momento hanno avuto la fortuna di accarezzare una scintilla, di scoprire qualcosa di bello nel fondere due anime e due passioni.
Due estranei che forse sono soltanto molto stupidi e testardi.





Quante cose che non sai di me
che non puoi sapere
anche mentre guardo il mare
e lascio naufragare
un principio di ironia


Nascondo questa stupida
allegria
quando mi guardi
Leggera nel cielo
si perde e
se ne va


Semplici e un po' banali
io direi quasi prevedibili
e sempre uguali
sono fatti tutti così
gli uomini e l'amore
e va bene
guida tu
che sei brava più
di me
attendo che sia amore


 

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Stranezze
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5 ottobre 2008

domenica "ottobrina"... bah




Pagine bianche. Dal giorno di Ferragosto, fino ad oggi, sulla mia agenda. Me ne sono resa conto poche ore fa. E pensare che in quanto a episodi tipicamente stefkiani, sorprese, emozioni, quelle pagine non sarebbero bastate per raccontare.

Volevo pioggia per tornare ad essere dolcemente malinconica. Ho avuto addirittura un temporale. Con un'esplosione da parte mia di dolcezza e di insicurezza.

A volte vorrei che vedessi fino in fondo la mia fragilità, e guardassi oltre la mia finta scorza.


Ma ho scoperto che Caterina non ce l'ha con me. Ero così in ansia, una delle amiche a me più care. Mi si stringeva il cuore al solo pensiero che potesse essere in collera. Com'è semplice parlarsi e chiarirsi e dirsi "ti voglio bene".

Mi sono rimessa in sesto in 48 ore, imbottita di antibiotici, paracetamolo, multivitaminici, con 4 chili in più che dovrò perdere al più presto. Tutto pronto perché domani dovrei tornare al lavoro, per un mese. Poco male. Sempre meglio di niente. Del resto già mi annoiavo dopo "il viaggio"...

* La foto: Luosto, in Finlandia. In un ristorante "tipico" con orsi incazzati imbalsamati e appesi alle pareti, sopra enormi camini.




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27 agosto 2008

back

La verità è che mi è mancato moltissimo questo spazio, più di quanto io sia mancata a lui o a voi.

La mia lunga assenza può essere ricondotta alla mia incapacità di esprimermi, ultimamente. Tante emozioni, tanti pettegolezzi, innumerevoli ed esilaranti siparietti umani al lavoro, a casa, per strada, ovunque. Ne avrei avuto di che scrivere in questi mesi. Ma è stato fuorviante non riuscire a trovare subito le parole per farlo. E' strano, ho acquistato tanto dentro me stessa e non ho voluto, potuto trovare il modo per tradurlo in parole. Una sorta di pigrizia dell'animo forse.  Non so. But I'm back, piano piano vedremo di far luce, ancora più luce, dove è già illuminato da caldi raggi di sole da un po'.




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19 marzo 2008

onde

Si sta meglio dentro o fuori quando c'è tempesta?




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2 marzo 2008

Q&A

Rob dice: "Jeff Thredgold racconta una storiella nel suo libro On the one hand: the economist's joke book. 'Un economista torna a visitare la sua scuola. Gli interessano le nuove prove d'esame e chiede al suo vecchio professore di mostrargliele. Con grande sorpresa scopre che si fanno le stesse domande a cui aveva risposto dieci anni prima. E quando chiede come mai, il professore gli dice: 'Le domande sono sempre le stesse. Cambiano solo le risposte!''. Questa settimana, Vergine, tieni bene a mente questa frase. Le tue incertezze più radicate ti invitano a cercare nuove soluzioni. Se ti farai di nuovo le domande che ti tormentano da tempo, troverai delle risposte rivelatrici'.

Io in realtà non ho voglia di farmi troppe domande in questo momento della mia vita. E non mi entusiasma chi pensa già di avere risposte a domande che non ho.

Domenica di marzo, domenica di sole e fastidi. Di pensieri e di dubbi. Sara accigliata.




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29 febbraio 2008

giorno bisesto

Di 29 febbraio ce n'è uno ogni 4 anni =) L'amore, è bisestile?

Lo so sono pensieri sconnessi stamattina. Faccio ordine e li scrivo eh?! Buona giornata a tutti coloro che passano di qua ;)




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25 febbraio 2008

spike heels

Sara si sta cercando un fidanzato fatto come si deve. Carino, intelligente, simpatico, colto, trentenne, intraprendente, un tantino sognatore, gentile, passionale, dotato di ironia e autoironia. Ammesso che Dio o chi per lui l'abbia confezionato uno così. E sono settimane che ogni giorno dopo la doccia si coccola con creme profumate, che cura di più l'abbigliamento e mette il tacco alto. Sara si lascia crescere i capelli e li rende morbidi morbidi dopo la doccia. Ha sempre unghia lunghe e porta uno smalto delicato, non esce mai senza quel filo di trucco.

I risultati a loro modo arrivano :)

Strano però che con l'unico che l'abbia realmente colpita e con cui spera, fortemente, ci sia un seguito abbia esordito con un "ciao" distratto mentre imboccava di una pappina verde una bimba di otto mesi a casa di Caterina. Con tanto di molla nei capelli, jeans e faccine stupide per far mangiare il dolce angioletto.

Lui non sembra abbia "sgradito" ;)

to be continued




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13 febbraio 2008

Riflessioni anestetizzate da un'aspirina

C'è qualcuno che dice che su "Trouble" dei Coldplay è meglio evitare qualsiasi tipo di riflessione sulla propria vita. Peggio ancora su "The Scientist". Mi è tornato in mente così, con la voglia di scribacchiare qualcosa - che ultimamente è poca -, perché è esattamente quello che stavo facendo. In effetti senza grossi risultati. Il tutto tra l'altro condito da occhietti stanchissimi che luccicano e che sono sotto l'effetto di una salvifica aspirina. Al rientro di una giornata pesante, impegnativa, ma come tante del resto, con qualche parentesi piacevole all'ombra dell'obelisco di piazza del Popolo. A sgranocchiare loacker austriaci e a fare due chiacchiere con qualcuno conosciuto da poco e probabilmente per poco.

Va meglio con "Maybe Tomorrow" degli Stereophonics.

"Waves" di Elisa no, non aiuta granché.

Dicevo... è troppo tardi ora per imbarcamenarsi in riflessioni di alcun tipo. E' un periodo in cui se ne dovrebbero fare e in profondità. Ho davanti a me a portata di mano un binocolo lungo e sottile. Mi faccio coraggio, lo prendo e lo avvicino all'occhio destro. Che vedo?




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22 gennaio 2008

aghi di pioggia sottili

Quanto piove dentro, fuori. Quanto piove perché tutto deve sempre diventare complicato. Quanto basterebbe poco di nuovo oggi per riavere un sorriso da ebete sulla faccina. E quanto le attese sono logoranti per un carattere impaziente come il mio. L'ennesima consapevolezza "aver fatto tutto quanto potevo" diventa una consolazione sempre più magra, senza più cartilagine tra una speranza e un desiderio.




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8 novembre 2007

Dublino, meno di -1

Ok, so che ce la posso fare, e anzi, ce la devo fare. Se tutto va bene fra 24 ore esatte sarò sopra quelle dannate nuvole albine, spiaggiata sul sedile dell'aereo di plastica di Ryanair: o in coma per la stanchezza, o come mio solito a implorare che l'aereo non cada - perché, sottolineo, sono diventata proprio una fifona -.

Mi separano dall'impresa irlandese un mucchio di articoli da scrivere, la torta da preparare, il mio turno delle pulizie a casa, magari la valigia da organizzare e chiudere, l'incognita "problemi tecnici" della metro A a Roma e lo sciopero dei mezzi pubblici. Poi vorrei anche rendermi presentabile con una serie di operazioni estetiche che non sto qui ad elencare. Non per pudore, ma per mancanza di tempo.

E' stato fantastico ieri sera accendere il pc dopo cena, quando già sapevo di avere cose da scrivere, e trovare il mio "premuroso" capo che - visto che ti fai 5 gg di vacanza - mi manda ALTRO materiale da anticipare per i giorni in cui sarò off. E già la domanda "Ma a Dublino avrai un pc e una connessione a Internet?", beh... come dire, mi ha reso un pochino upset.

Se sopravvivo, se l'aereo non casca, se non trovo l'amore della mia vita nella verde Irlanda, se non perdo la carta d'identità... tra una settimana esatta sono qui, anche prima maybe.
Un grosso bacio :)




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21 ottobre 2007

la domenica mattina

Ci sono cose che puoi immaginare
Per tutto il resto
c'è Stefania

torpore, reticenza. occhi spaventosamente viola e stelle nelle pupille.
'cause we live in a world of fools




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19 ottobre 2007

Strangers in the night.

Ho tolto quello smalto rosso; la Manhattan che è in me ha voluto riprendersi le gentili mani 'nature' e renderle un po' più sue.
Avevo dimenticato quanto bella fosse Strangers In The Night. Perché gli anglosassoni scrivono tutto con le maiuscole quando si tratta di titoli di film e di canzoni. Ancora musica su poesia e una smorfia sognante fra le mie labbra. Stasera non ho fatto altro che quello che un amico mi ha consigliato: prendermi i miei spazi e i miei profumi, il mio tatto e i miei colori. Diventare recidiva è la missione del futuro prossimo e ostile.

Strangers in the night che si scambiano sguardi chiedendosi se la notte...
Prima che la notte finisca.


Ieri sera invece la luna aveva uno spaventoso sorriso dipinto d'arancio. Solcava un blu di prussia pastoso come quello della tavolozza di papà. Sguardi, troppi occhi, troppe pupille distratte e piene di sé. Io ballo da sola va sempre di moda, anche se non siamo in un casolare di campagna alla ricerca di nuove emozioni, anche se non sono la splendida e sensuale Liv Tyler.

Something in your eyes was so inviting, ed eccitante.
Lovers at first sight.


Sai, non m'importa più se ignori le mie esternazioni d'affetto. Spero che dentro di te, un sorriso te lo fai. Io se ricordo il nostro bacio e l'ultima volta che ci siamo guardati negli occhi, socchiudo le palpebre e per trenta secondi sono in pace con me stessa. Meglio che non abbia avuto il tempo di innamorarmi di te.




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11 ottobre 2007

graffi

non lo vedi che sono a due passi da te
e non sai
quanto bene ti ho dato
e non sai quanto amore sprecato
aspettando in silenzio che tu
ti accorgessi di me


Cantata da Irene Grandi, mi piace. ha quel graffio che darei io. Non che Mina... :) Ma Mina ha quella dolcezza che parole così non meritano.
Oggi è proprio nera. Mi bruciano gli occhi, devota a un lavoro malsano. Luccica tutto meno che il cuore.




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4 ottobre 2007

un art.1 per tutti

Il grillo parlante comincia a suonare. Ritirare la mazzetta dei buoni pasto del mese di agosto mi ha messo di buonumore. Essere consapevole di aver combinato un quasi-guaio con la videointervista di ieri un po' meno. Sento che la mia vacanza mi scivola tra le dita. La mia missione è convincere un'amica dal non desistere a firmare un articolo uno. (Se te lo dice una ex art. 3 che oggi ha praticamente buttato nel cesso - perdonatemi la coloritura - mille e cento euro al mese fino a giugno per un posto da segretaria... per inseguire un sogno).

Oggi Saruzza ha tante emozioni contrastanti che si tiene dentro.

La telefonata attesa non è arrivata. Non arriva mai se l'attendi. E io non chiamerò, perché così mi sono messa in testa. E non m'importa se lui è timido. Sono timida anch'io porca miseria. Così domani al concerto blues ci vado da sola. Che è una tristezza anche solo pensarci (chissà pure se ci vado).

beijinhos =)

...sto imparando anche il portoghese




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28 settembre 2007

Strategia della disattenzione/2

Ed eccomi qua. Ci volevano ventiquattrore almeno per smaltire la stanchezza, la tensione accumulate negli ultimi giorni e che nessun massaggio ha sciolto sera dopo sera su muscoli diventati come pietre. E' stata una prova importante, la fine di un percorso cominciato molto tempo fa, quasi per gioco. Per ripiego a una caduta e a un incidente che non mi avrebbero più rivisto sulle punte. E a strofinarmi i piedi nella pece. Sono soddisfatta di me, e lo dico così raramente che stento a crederci anch'io.

Ho consumato le suole delle scarpette nuove color avorio, come la giacca, sul tappeto rosso di quel palazzone sul Lungotevere dei Cenci. Ho cominciato a mangiare perfino la pelle indifesa che contorna le mie belle unghie. E a mordicchiarmi così distrattamente il labbro inferiore. Solo poche ore prima mi ero ripromessa di stare calma, che in qualche modo "sarebbe andata". Avevo scelto abiti comodi. I miei jeans scuri, la maglietta rossa. Beh, sì - adeguatamente - scollata. Tanto la giacca l'avrei tenuta abbottonata. La strategia della disattenzione era concepita, come mammapasticcio m'insegna, per sviare l'attenzione dei nostri giudici/potenziali accusatori dalle nostre enormi lacune in tuttologia.

Mi siedo, abbastanza scossa per qualcosa che era successo poc'anzi, davanti ai miei commissari. Davanti ai quali ho avuto da subito un debole tutto femmineo, come solo la "femmina me" può immaginarsi in un momento del genere per distrarsi. Il mio sorriso e i miei sguardi dei più affabili. E loro, che vi devo dire, proprio gli uomini per cui ho un debole. Alti, slanciati, maturi, colti, terribilmente affascinanti. Sì con quel "nonsoche". Quelle voci basse e presuntuose, il loro perverso senso dell'umorismo. Pessima categoria. Pessima. Mentre mi perdevo nella voce di colui che presentava la mia tesina - e che continuava a sorridermi, dannazione - cercavo di trovare la giusta collocazione al mio gomito sinistro. Non sarà forse che la giusta strategia della disattenzione l'avessero trovata loro?
E poi. E poi sono partita. Rispondevo alle loro domande e li trovavo così affascinanti. Tranne il magistrato a cui davo le spalle, e che non sono riuscita a convincere nella mia disquisizione sulla partecipazione dell'Italia a diversi conflitti nel mondo. Comunque, magistrato o meno. Ce l'ho fatta. E di questo ventisei settembre ricorderò Charles Louis Havas e i suoi piccioni viaggiatori.

Così stasera non mi sembra vero potermi prendere cura di me, mentre fuori impazza il temporale. Il cielo è scuro, ma ingentilito da qualche lampo ogni tanto. Il raggio di sole oggi me lo sono tenuto dentro. :)




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27 settembre 2007

Strategia della disattenzione

Quel mucchio di libri in mezzo alla polvere e al caos della mia dimora sembrano soltanto un brutto scherzo. Come se la giornata di ieri non fosse mai accaduta e come se ce ne fossero state altre dieci così. E' andata. Ed è andata anche al di sopra delle aspettative. Segno che una buona stella protegge anche me da lassù. La fase successiva è mettere ordine. Ovunque. Datemi qualche ora, giorni, un po' di tempo. E torno come nuova.

La strategia della disattenzione? ve la spiego poi...




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21 settembre 2007

un'aspirinetta e via

Da quando sono diventata una nevrotica dall'aspirina facile? Probabilmente da stasera, oppure da quando tutti gli stimoli intorno a me diventano frastuono e da fatina dal sapore di ciliegia mi trasformo in un mal di testa dalla forma allungata e molle. Da quando le mie anche non sopportano il peso di certi sguardi e vorrebbero muoversi leggere, mentre le ginocchia invocano pietà e soccombono alla pressione atmosferica e alla stanchezza di questo periodo. Al caldo finto e inusuale. Oppure da quando il capo mi conferma: "mercoledì hai l'esame? va bene, inizi a lavorare giovedì". Il che in sé è una bella notizia, ma vuol dire anche che Stefania ancora non può concedersi una meritata vacanza. Anche perché si torna a lavorare, ma non con un contratto a termine, bensì con la famigerata collaborazione. Ma chi l'ha detto che è bello fare il free-lance? Free-lance è un ossimoro, pensateci bene. Non sei libero per niente, soltanto di non lavorare. Scelta rispettabile ma poco redditizia. E nemmeno ci si può lamentare perché siamo sempre troppo fortunati. L'alternativa è essere disoccupati e fare il viaggio in Irlanda (l'Andalusia è stata definitivamente scartata e procrastinata a data da destinarsi - vedi alla voce mai - per motivi che sinceramente mi avvilisce spiegare).
Un post e via e l'aspirinetta fa effetto. Già non sento freddo e le ginocchia sono un po' più leggere. Se soltanto quei polpastrelli la smettessero di comprimermi neuroni, ragione e tempie starei una favola.




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14 settembre 2007

domani, un altro giorno

Ho, nell'ordine:
a) un nuovo segno indelebile sul mio corpo, dopo nei e cicatrici in posti impensabili sarò riconoscibile anche per un'ustione minuscola ma dannatamente dolorosa al polso sinistro;
b) mandato in frantumi l'ennesimo bicchiere di casa senza accorgermene mentre svolgevo i miei incarichi di coinquilina-casalinga perfetta;
c) aiutato l'Amore a spargersi nel mondo, purché - manco dirlo - lontano anni luce da me.

Stavo in pratica, sempre nell'ordine:
a) tentando di non far bruciare la mia meravigliosa e gustosa tortilla (ormai la Spagna mi ha preso), che poi in Italia altro non è che la nostra volgarissima frittata con dentro praticamente "whatever";
b) semplicemente lavando i piatti: li metto integri nell'acqua, succede qualcosa di sconosciuto alle leggi della fisica molecolare e tiro fuori pezzi di bicchiere... Meno male che avevo i guanti, se no tra ustioni e ferite domani non avrei potuto dedicarmi alla mia tesina per l'esame;
c) raccogliendo le confidenze di Pinuccio di Brooklyn... il nostro nuovo coinquilino. Quando mi ha detto: "non sono mai stato innamorato", non sapevo se dirgli "sei stato fortunato" oppure... "non averne tanta voglia, saranno al 98% dolori amari e indigesti". Mi sono limitata a dare qualche consiglio per fare ingelosire la ragazzetta caruccia di cui è infatuato e l'ho spinto a invitarla qua a Roma... L'Amore piove nel mondo ma io ho stivali e impermeabili. Sempre fuori luogo e tempo. Giusto per non smentirsi. Però che non ci si abituasse... che io nel ruolo di "vecchia zia" o di sorella maggiore proprio non mi ci vedo. Stasera però mi ci sono sentita e non mi è piaciuto.
PS: poi vi parlerò di Pinuccio di Brooklyn... perché è proprio simpatico.

Continua, anzi a ben dire è appena cominciata la fase intensiva di studio matto e disperato dell'ultima ora. In una situazione di simil-depressione-indotta che, non potendo al momento essere fronteggiata (per motivi vari ed eventuali) con la giusta e doverosa dose si tabacco, alcol e sesso, viene da me risolta con il rosicchiamento progressivo di quella mega barra da mezzo chilo di cioccolato fondente di cui parlavo e che ho "dovuto" comprare intera per la torta del mio compleanno.

Quindi di qui al 26 mi limiterò, nell'ordine:
a) a rosicchiare cioccolata nera;
b) consumarmi i polpastrelli con l'inchiostro al petrolio del Corsera;
c) navigare sul web alla ricerca delle risposte alle domande impossibili che mi faranno;
d) rompere le scatole ai miei amici che hanno già dato l'esame di Stato;
e) sfogliare e ripetere fino alla noia il diritto penale (!!!) e costituzionale;
f) chiedere a mia nonna di pregare per me, che finora ha portato sempre bene;
g) potrei continuare anche con mille alfabeti, ma non posso perché sto esaurendo l'autonomia della batteria "lucidità". Per cui apro il libro sulle agenzie di stampa che ho accanto e rifletto sul taglio da dare alla tesina che scriverò domani. Perché domani, a quest'ora, voglio solo avere le mie tre paginette belle e scritte in modo brioso, elegante, originale, sostanzioso.

Ce la farò. In qualche modo, dopotutto, me la cavo sempre.




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7 settembre 2007

eccecavolo

Quanto possono far bene un bicchiere di vino, un'Adsl crittografata e una dissacrante chiacchierata notturna con amica? bene... proprio bene.
Prendo anch'io il libro, perché qualcuno mi ha fatto per fortuna sentire in colpa per il non studio. Mancavano anche a me le chiacchierate a orari improbabili.
Stasera la storia delle agenzie di stampa e domani, lo so, quei dolci mi verranno meglio.
besitos a todos




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1 settembre 2007

sweet september

sarebbe bello se...
sweet september,
sorrisi e aria frizzante.
Dita che si sfiorano
e vite che si incrociano.




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25 agosto 2007

per antonomasia

Sei pronto a lasciarti alle spalle il passato, a rinunciare a ogni convinzione, a salutare una nuova innocenza e a ricominciare tutto da zero? Lo spero proprio, perché è quello che l'universo t'incoraggerà a fare. Eccoti qualche perla di saggezza per ispirarti: 1) "Non puoi sapere di cosa sei capace finché non provi a farlo", Colin Powell. 2) "Non sottovalutare mai il tuo potere di cambiare te stesso", H. Jackson Brown jr. 3) "Se la fortuna non bussa alla tua porta, costruiscile un portone", la mia amica Lucy Spinner. 4) "Dio ti richiama nel luogo in cui s'incontrano la tua più profonda felicità e la tua più insaziabile fame del mondo", Frederick Buechner.

Questo lo dice Rob e in effetti avrebbe un po' ragione. Ma più che buttarmi qualcosa alle spalle, vorrei recuperare invece qualcosa del mio passato che mi rendeva così bella. Quella fragilità sorridente e leggera che non mi appartiene più. Stregata dalla paura di scivolare ancora e ancora su questo ghiaccio deserto. Proprio deserto. Non capisco perché certe situazioni assurde e anomale capitino sempre a me. Cadono fulmini a ciel sereno. O da un cielo plumbeo direi.

"Ma l'onestà ha qualcosa a che fare col sesso? La risposta la conoscevo già: nelle cose di sesso l'onestà è stimolate come guardare una pietra ricoperta di muschio in uin giardino deserto". M.H.




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