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E così, forse, torneremo ad essere due estranei che per un momento hanno avuto la fortuna di accarezzare una scintilla, di scoprire qualcosa di bello nel fondere due anime e due passioni.
Due estranei che forse sono soltanto molto stupidi e testardi.





Quante cose che non sai di me
che non puoi sapere
anche mentre guardo il mare
e lascio naufragare
un principio di ironia


Nascondo questa stupida
allegria
quando mi guardi
Leggera nel cielo
si perde e
se ne va


Semplici e un po' banali
io direi quasi prevedibili
e sempre uguali
sono fatti tutti così
gli uomini e l'amore
e va bene
guida tu
che sei brava più
di me
attendo che sia amore


 

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10 dicembre 2010

ali

Ormai è quasi una tradizione. Ansia da volo, lungo stavolta =)




permalink | inviato da questopazzomondo il 10/12/2010 alle 16:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa

2 settembre 2010

uff

Non riesco a trovare un mio vecchio post...

Sento nostalgia di questo spazio? A volte sì, terribilmente. A volte comincio a scrivere, mi perdo e cancello tutto. Eppure avrei molto di più da raccontare che le crisi isteriche di una poco più che ventenne. Ho quelle meno isteriche ma sempre problematiche di una quasi trentenne...

:)




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30 dicembre 2008

E tanti auguri a tutti

Quando fai gli auguri di Buon Anno a uno dei capi e ti si risponde che il 2009 sarà anche peggio del 2008, non c'è molto spazio per l'ottimismo. Tutte le volte in cui guardavi al posto di lavoro allontanarsi sempre di più e ti facevi forza, dicendo a te stessa di tenere duro, sembrano improvvisamente essere state mucchi di speranze che ora giacciono accartocciate in un angolo e sono pronte al macero.
Eppure l'anno era cominciato nel migliore dei modi, lavorando. Arrivando tardi il cenone del 31 perché ero in redazione, alzandomi presto il primo perchè ero di turno. Con una Roma gelida, tanta solitudine nel cuore, ma un sorriso stampato in faccia. E tanta voglia di fare regali, di viaggiare, perché c'era lo stipendio certo a fine mese. E l'anno è proseguito anche meglio, con la primavera che ha portato anche l'amore e una solidità e completezza affettiva prima sconosciute.
Niente tintarella d'estate perché il lavoro ha chiamato ancora una volta. Mai stata così contenta, dedita allo shopping e al risparmio insieme. Poi settembre, il mese del mio compleanno e un mese che ha portato un regalo immenso. Dopo la bellissima parentesi irlandese, per una serie di fortuite e fortunate coincidenze vengo spedita in "missione" a Capo Nord, passando per Venezia, Monaco, Berlino, Copenaghen, Stoccolma, Helsinki, Luosto, Oulu... e per alberghi a cinque stelle che quello di Pretty Woman gli faceva un baffo. Al rientro nemmeno il tempo di raccontare il viaggio e di nuovo, felicemente, inchiodata alla scrivania. Poi l'azienda si è ricordata che poteva sfruttare l'elemento crisi, riorganizzazione e consolidamento anche per tagliare i giovani contratti. Non mi lascia certo a bocca asciutta, ma mi fa passare la voglia di fare progetti.
E così mi ritrovo a passare dieci giorni a casa tra le mie montagne, il mio fidanzato sta venendo da me per passare il Capodanno con la mia famiglia e cucino per tutti mentre invio gli articoli da qui. I collaboratori esterni possono essere everywhere, anche nowhere all'occorenza, purché siano, ma non troppo in ogni caso.
Ho tanti motivi per essere felice e per sorridere. Ma l'aver corso, studiato, bruciato tappe... mi chiedo a che cosa sia servito. Il mio momento potrebbe non arrivare mai e la consapevolezza brucia.

Cominciando il 2009 con questi pensieri in testa, forse non potrà che andare meglio. Sarà un anno di cambiamenti, a partire dal tetto sopra la testa fino a chissà cos'altro. Del resto quest'anno nemmeno pensavo che sarei andata al Polo Nord, e di andarci di mio pedale in Bmw.

Vi voglio bene, un caldo abbraccio a tutti quelli che si chiedono che fine abbia fatto e passano di qua :)




permalink | inviato da questopazzomondo il 30/12/2008 alle 13:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa

1 dicembre 2008

chasing life

Aspettiamo una vita per vivere dei cambiamenti importanti.
Ma perché quando questi cambiamenti arrivano forzati ci mettono ansia?




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6 ottobre 2008

L'ennesimo primo giorno di lavoro

Di primi giorni ormai ce n'è già una caterva. Tra sensazioni sempre diverse, la consapevolezza che ormai fai parte della schiera di precari dannati che non sai che fine faranno. Tra i morsi della fame, la pizza fredda che tarda ad arrivare, quei giornali che hai lasciato sopra il letto e che aspettano la tua stanchezza. La redazione riorganizzata, scombinata, nuovi metodi, non si parla nemmeno più. E il tuo entusiamo smorzato dall'aria fredda che ti si infila fra le ginocchia, le battute acide di colleghi sempre meno contenti di rivederti.

E va bene così... tanto alla fine per ora muoio di questa morte soltanto un mese. E sarò qui col sorriso tutti i santi giorni =)




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27 settembre 2008

71° 10' 21" a Nord

A quattromila chilometri dalla propria vita quanti pensieri si possono fare senza essere ascoltati o guardati. Tanti.

Doveva esserci un racconto per tappa, per città, per ogni centimetro quadrato di prato, cemento, pietra avrei calpestato. E invece in un viaggio così impari che ogni centimtro cubo d'aria respirato fa parte di te anche se non l'hai fissato in un'immagine o in parole.

Guidare finché non c'è più strada, fino a quando l'orizzonte non diventa solo cielo e il confine è l'altra parte del mondo. E' un'emozione che rimarra' per sempre.




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2 settembre 2008

brezza settembrina

Prossima alla disoccupazione e anche in via un po' "depressina"... guardando come al solito l'ennesima replica di Pretty Woman in tv. Oggi penultimo giorno di lavoro, il solito balletto di saluti, sorrisi, pubbliche relazioni alla porta del segretario di redazione, del vicedirettore, dei caporedattori centrali, del direttore stesso. Manca solo il padreterno...

Sono una che rompe le balle io, mica una ficcanaso qualunque.=D

"Lui dorme".

Spero che i giorni di vacanza "forzata" dal lavoro non siano troppi. Avrei così bisogno di riposarmi, ma non me la sento di desiderare "riposo". Spero di ricominciare a lavorare il prima possibile. C'è un'altra cosa che spero: arrivare e tornare sana e salva, nuovamente, dalla verde Irlanda. Ho una tale paura di riprendere l'aereo che da giornalista senza cuore ho autoalimentato. E meno male che dovrei sapere meglio di tutti come funzionano certi flussi di notizie... ma in fondo sono una fifona.

dolce notte :*




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30 agosto 2008

***!//?%&** tradotto: cosa bisogna fare per campare...

Se me l'avessero detto anche soltanto due mesi fa, che per lavorare avrei dovuto leggere come minimo la Gazzetta dello Sport, guardare l'impossibile di sport in tv, visitare siti stranieri ufficiali specializzati di ogni disciplina, distinguere un ct da un semplice allenatore, capire la differenza tra un testa di serie e il ranking, e ancora non sono passata all'ippica e al golf... Non solo non c' avrei creduto ma mi sarei fatta una risata inorridita al pensiero.
Insomma, per una che volutamente e disperatamente non ha guardato nemmeno la finale di calcio dei mondiali in cui ha vinto l'Italia è una bella scommessa. Ma se può portare lavoro... credo che domani sarà anche costretta a guardare la serie A... e come sempre che Dio o chi per Lui me la mandi buona.

Intanto mi sorbisco per l'ennesima volta il gradevole "Sognando Beckham" su RaiUno... sempre di calcio parla...

ah... evviva Udinese... sono suoi i primi tre punti di campionato ;)




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29 agosto 2008

girl power

Gli uomini sono egoisti. Tanto egoisti.

Ma noi femminucce impariamo ad esserlo più di loro.

O forse solo un pochino più furbe e sottili ;)




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18 maggio 2008

thoughtfully sunday

Non è mai troppo tardi e ogni volta è quella buona. Del resto ho sempre scritto così, in quei momenti in cui avevo bisogno di riempire un vuoto, stemperare un'insoddisfazione, coprire una delusione, definire una gioia. A dire il vero niente di tutto questo, oppure un po' di tutto insieme. In questa domenica un po' di sole, un po' di pioggia e di aria umida, sempre troppo breve per tutto quello che vorrei e dovrei fare.

La felicità è sempre più qualcosa di non definibile e comunque lontana da quello che avevo immaginato finora. Ma del resto cosa ci sta a fare la vita se non per sorprenderti, se non per provare a scavare dentro di te per far scoprire angoli sopiti. Riscopro quanto è dura lasciarsi andare, tornare a negoziare, decidere di fidarsi di nuovo, essere presenti non solo più a se stessi ma anche a una certa quantità di altri. E fare in modo che l'equilibrio costruito negli ultimi mesi, per quanto mai effettivamente stabile, non vada completamente a puttane, fare in modo di trovare comunque lo spazio per lavorare ai sogni, indipendentemente da. Urge il cambiamento, ma a me cambiare mi riesce tanto difficile dopotutto.

Riscoprirsi ad ascoltare una canzone e pensare a qualcuno, con volto, occhi e voce definiti. Era inaspettato ed è bello. Ma devo risolvere questo problema che ho: riuscire a esprimere anche le emozioni positive, riuscire a tirar fuori le emozioni positive che so di portare nella carne e nel cuore.




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21 aprile 2008

storm



Non so, ma forse non è un caso che sparisco nel mezzo di un temporale e riemergo proprio mentre fuori diluvia, tuona e la notte si illumina a giorno.

E' difficile spiegare, per questo è tanto difficile scrivere. Qualcuno ultimamente mi chiede perché rendo tutto così complicato, quando non lo è. Qualcuno mi conferma: sono e sarò un'insoddisfatta cronica. Dunque, ecco la risposta alla domanda del primo.

Sto pensando seriamente all'espatrio, proprio mentre spunta mezza radice dall'alluce sinistro su questa terra capitolina. Almeno stavolta non sono soltanto parole. Piccoli passi qua e là, consigli, timide ricerche, piano piano forse si farà.

Forse mancherò ancora per un po'. Ho tanto, in mente e nel cuore, ma non riesco a mandarlo giù e a metterlo giù. Grazie a chi è passato di qua, e non vedendo tracce di me che non fossero silenzio mi ha fatto un colpo di telefono, o mandato una mail, o mi ha intimato "ora che ti ho tradotto il cv in inglese puoi ringraziarmi postando qualcosa"!! Grazie a tutti, anche a chi ha bussato alla mia porta e mi ha fatto un sorriso.

Ok non resisto... Le ultime settimane in pillole:
- Virus letale per intestino e pancia... Un contagio in famiglia ci sta, ammalarsi quando si rompe la televisione rende la degenza lampo meno lampo!
- Il ragazzo che mi rese Susan Mayer... in realtà non mi aveva riconosciuta, credeva che fossi Edie Britt!!! Beh, non sarò la Mayer, ma mi piace guardarmi negli occhi quando mi specchio. E non ho intenzione di ritingermi bionda, mi piace il mio castano autentico.
- La mia seconda volta da Ikea. Una quantità impressionante di ragazze della mia età col pancione che misuravano mobili e sceglievano i colori e i tessuti, e provavano sedie a dondolo. Quelle librerie di legno caldo. Un pensiero bizzarro, nella mia mente malata da inguaribile romantica.
- Le elezioni sono finite malissimo, malissimo davvero. C'è un unico lato positivo: è finita la campagna elettorale. Ricomincerò a leggere i giornali.
- Arrivo tardi... troppo. Ma i feed Rss hanno risolto tre quarti dei miei problemi sul lavoro.
- Fiori d'arancio. Quelli degli altri, ovviamente. Si sposa una delle mie migliori amiche e sarà un'occasione per ritrovarci un po' tutti. Il vestito nuovo mi sta una favola, le scarpe mi distruggeranno i piedi dopo la prima ora di cerimonia. Mi metteva ansia quest'appuntamento, ma ormai ci siamo e non vedo l'ora!
- La primavera a Roma non vuole proprio arrivare. Per ogni raggio di sole che ci sfiora il volto sono due notti di temporale. E una settimana di raffreddore.

Col temporale vi lascio. Voglio stare a guardarlo ancora per un po'.




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24 marzo 2008

American Coffee Times

Non sono una buona italiana. L'espresso non fa per me. Lo prendo sempre macchiato e preferisco un buon caffè americano, sempre con una puntina di latte dentro. Il caffè non è mai nero per me, ma marrone scuro e soprattutto poco zuccherato. Meglio se con un retrogusto di cacao. Sì l'ideale è anche una spolverata di cacao.

Una cosa che ho letto mi ha colpito molto: "Meglio la solitudine o un affetto che non promette molto?" O anche due affetti che non promettono molto, aggiungerei. Porto sulla pelle i segni di due notti con due lune molto diverse. Una ha una metà coperta, piena di macchie scure. Non ha nessuna intenzione di lasciarsi scoprire, si illumina di qualche raggio del mio sole e non chiede altro, e non è interessata ad altro. Dell'altra luna conosco tutto, le luci e le ombre, e non ha metà che io non possa vedere o toccare. I miei raggi arrivano però deviati, non riescono mai ad accarezzarne la superficie come vorrei e ad oziarvi sopra.
Aspetto una nuova alba, con l'ansia di tornare alla notte e capire se vale la pena usare un po' del mio sole per illuminarne una delle due, o se invece attendere altri soli, altre lune. Ho mai contato qualcosa io negli ultimi e recenti avvenimenti? Sono stata davvero così debole da non scegliere. Sono così fragile e in balia di tutto? L'attesa spaventa, tra mille soli e lune possibili c'è il buio pesto. La notte nera e umida della solitudine.

Riflessioni davanti a una tazzona di caffè lungo, con poco zucchero, un velo di cacao. Se poi si aggiungono le frustrazioni sul lavoro e sui chili che aumentano... credo che avrò bisogno di un altro caffè.




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16 marzo 2008

frequenze medie

A volte sono talmente sfacciata che l'unico imprevisto che devo realmente temere è me stessa.
Certe altre volte sono talmente insicura da non riuscire nemmeno a ricambiare un abbraccio.

Invidio chi ha ancora il coraggio di innamorarsi. Oggi mi sento esattamente come una radio a tutto volume che non riesce ad essere sintonizzata. Ascolti di tutto e senti un gran casino.

La foto




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11 marzo 2008

notti e silenzi

Fuori c'è un silenzio che sembra quello di certe notti estive. Lo stesso rigenerante rumore dell'aria. Una di quelle notti d'estate con un orizzonte lontano e piatto, con qualche luce bluastra e gialla. Con un tiepido accenno di crepuscolo. Dove ti vien voglia di prendere la macchina e andare sempre dritto, sempre più in fondo. Coi finestrini abbassati, la tua musica preferita alla radio, una sigaretta fra i maldestri indice e medio della sinistra. I capelli che sfrangiano sul collo e sulle spalle nude. Gli occhi che bruciano per il sole del giorno, e tu che vuoi soltanto che sia solo notte. Una di quelle notti estive in cui spingi sull'acceleratore e ti spingi più avanti, verso il buio, evitando le luci bluastre e gialle. Una di quelle notti in cui spingi di più anche i pensieri. E cerchi di sapere e cerchi di vedere.
Il rumore dell'aria è proprio quello, ma i tempi non ci sono ancora. Ritiro le ginocchia al petto, fa ancora troppo freddo.




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6 marzo 2008

la susan mayer che è in me...

 Se qualcuno di voi ha presente "Desperate Housewives" non ha bisogno di ulteriori spiegazioni se dico che Susan Mayer è in ottima compagnia...

Con me del resto non ci si annoia mai, tra uno scivolone con tanto di caduta "sedere per terra" dovuta a tacco e pioggia su sampietrini e, perché no, un paio di frasi totalmente sgrammaticate che non fanno proprio onore a quella sorta di professionista della comunicazione che mi spaccio d'essere, fino a improvvisi e imbarazzanti vuoti mentali su argomenti coi quali di solito tengo banco... devo continuare?!?

però... =)

NB: la foto potete trovarla qui




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4 marzo 2008

Perspectives

Uhmmm, Sara. Non esistono uomini senza difetti. Mai creduto il contrario, ma uno spera sempre di incontrare quello "diverso". O se non altro quello che non ti voglia diversa.

Ma non c'è nulla di male a sorridere e aver voglia di conoscere e farsi conoscere un po', comunque. Solo che aveva dimenticato, sempre meglio di non averlo mai saputo, cosa volesse dire... proprio... la fatica e il fascino di tutta questa fase che ha in fondo soltanto un grosso, enorme punto interrogativo come sfondo.

Si è diversi soltanto agli occhi di qualcuno, mi dico. Poi boh, del resto se lui mette le mani avanti, Sara inconsciamente lo fa da una vita... =)

to be continued




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4 marzo 2008

in musica

Chiudessi gli occhi affogherei;
è un fiume in piena di vorrei.

Se almeno tu lasciassi scia
saprei seguirti e
andare via




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28 febbraio 2008

regole

Credo di aver dimenticato il decalogo della prima uscita... Ce n'è mai stato uno?




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3 febbraio 2008

temporali

Domenica di riposo e temporali. Sono stata disoccupata per una ventina di giorni e ho fatto in tempo a innamorarmi, tornare sulla terra, ingrassare, dilapidare i risparmi in shopping selvaggio, improvvisarmi agente immobiliare. Ora che ci penso non sono riuscita a tagliarmi i capelli, ormai veramente l'ultima parte di me rimasta selvaggia.
Anche se ho ricominciato a lavorare soltanto venerdì, da casa con contratto infame e budget dimezzato, avevo comunque bisogno del fine settimana. E se vogliamo anche della pioggia, con la sua voglia di rimanere a casa, sistemare il sistemabile fuori di me, sentire qualche amica lontana, scrivere ad altri ancora più lontani. Prendere in mano un paio di libri, prendere fra le dita un po' di tempo per ascoltarmi.




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26 gennaio 2008

Noises

Il rumore è la differenza fra un semaforo e una poesia. Quanto più è polisemica una forma di comunicazione, tanto più essa è ricca e preziosa. Quanto più ci si espone alla possibilità d'incomprensione tanto più si desidera comunicare qualcosa di profondo.

La differenza tra un bacio e un'e-mail è la stessa che tra il semaforo e l'illuminarsi d'immenso, solo che a parti invertite. Se il rumore diventa un bacio dato in quel modo, che a pensarlo a parole non riesci a descriverlo, allora in quel rumore trovi il tuo significato.

Il rumore non è soltanto il gemello oscuro della comunicazione. E' ineliminabile, a volte benefico, sovente diventa feedback. Gli sforzi per minimizzarlo si tramutano in un boomerang. Ciò che elimina rumore ne crea sotto altre forme.

Spunti da una lezione di sociologia della comunicazione. E da una sbornia del venerdì sera.




permalink | inviato da questopazzomondo il 26/1/2008 alle 0:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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